Cellino, la verità su Allegri: Dovevo esonerarlo prima

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Cellino, la verità su Allegri: Dovevo esonerarlo prima

Messaggioda ErBiondo » 15 aprile 2010, 13:22

Il presidente del Cagliari da Miami: «Sono stato uno stupido, avrei dovuto esonerarlo prima». Si è chiusa martedì sera a sorpresa l’avventura sull’Isola del tecnico vincitore della Panchina d’Oro

ROMA, 15 aprile
- «Sono stato uno stupido, avrei dovuto esonerarlo prima». Il telefono squilla ma a vuoto. Chi ha potuto parlargli, però, lo ha trovato a dir poco fuori dalla grazia divina, anche ventiquattro ore dopo la decisio­ne di rompere un «matrimonio» calcistico che sembrava destinato a durare nel tempo. Tra Massimo Cellino e Massimiliano Allegri è finita come tra quelle coppie che si erano «tanto amate»: amarezze, delusioni, ranco­ri. Non parla nessuno perché da Miami il presidente ha ordinato il silenzio. Arriverà domani e parlerà, illustrerà le motivazioni che lo hanno indotto a rinunciare al tecnico che aveva vinto la «Panchina d’Oro» grazie al primo campionato di serie A alla guida del Cagliari e ad affidare la squadra nelle ma­ni di Giorgio Melis, tecnico della Primavera, e di Gianlu­ca Festa, ex difensore rosso­blù (ma anche dell’Inter e della Roma), uomo di fiducia tanto è vero che a lui Cellino aveva pensato anche nei giorni convulsi del negoziato per l’acquisto del West Ham (doveva essere il «vice» di Arrigoni). Ai due il compito di «tra­ghettare» la squadra verso la fine di questo campionato.

LA RABBIA - Resteranno «uomini di fidu­cia » del presidente ma per la panchina del prossimo anno, Cellino pensa a professionisti un po’ più collaudati, Pier­paolo Bisoli che sta facendo benissimo a Ce­sena, e Franco Lerda, ultimo, improvviso «innamoramento». Parlerà anche Allegri, probabilmente dopo l’ormai ex datore di la­voro. Una cosa è certa: il tecnico è rimasto sorpreso, si sentiva saldo in sella anche per­ché gli era stato offerto un prolungamento contrattuale che aveva rifiutato. La storia è un grande «giallo» che solo i diretti interes­sati possono risolvere. Come in tutte le co­se di calcio, si parla di accordi già conclusi da Allegri con altre squadre (la Juve, ad esempio). Ma chi conosce il tecnico sottoli­nea che se le cose fossero realmente anda­te così, Massimiliano non avrebbe atteso l’esonero ma avrebbe presentato le dimis­sioni. Qualcosa non torna. «Ha approfittato del­la mia buona fede» : l’eco della rabbia pre­sidenziale travalica l’Oceano, forse rimbal­za nelle acque dell’Isola dei Famosi dove, da ieri sera, è andato a immergersi il figlio Ercole. Non è stato un lungo addio. La situa­zione è precipitata tra sabato e lunedì, cioè a cavallo della partita con la Juventus: in quelle quarantotto ore va cercata la soluzio­ne del «giallo».
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