L'australiano della Ducati: «La moto è perfetta, lotteremo fino alla fine. Un errore mio e mi scuso con il team perché nel fine settimana di Losail avevamo fatto un gran lavoro, eppure torniamo a casa a mani vuote»
ROMA, 12 aprile - Ha dominato le prove libere, le qualifiche cronometrate, i primi giri di gara e... non ha racimolato nemmeno un punto. Casey Stoner ha rovinato tutto con la caduta al sesto giro del Gp del Qatar, prima prova del mondiale MotoGp 2010, lasciando via libera al successo di Valentino Rossi che, per ammissione dello stesso, avrebbe avuto molte difficoltà a tenere il passo indiavolato dell'australiano e della sua Ducati, causa una Yamaha decisamente meno veloce sul lungo rettilineo.
LA SCELTA - Una gara buttata via e Stoner è il primo a rammaricarsene, ammettendo la sua responsabilità: «Un errore mio e mi scuso con il team perché nel fine settimana di Losail avevamo fatto un gran lavoro, eppure torniamo a casa a mani vuote». Recitato il mea culpa, l'australiano guarda avanti e si consola cercando qualcosa da salvare anche in una gara finita con un ruzzolone nella ghiaia. Il Qatar «non è stato un disastro completo - assicura - perché abbiamo confermato che la moto è migliorata in aree nelle quali faticava l'anno passato: per esempio l'aderenza sul posteriore era incredibile». E poi mancano 17 gran premi al termine. Se l'errore deve esserci, meglio ora che «abbiamo un lungo, lungo cammino davanti. Con questa moto sia io che Nicky Hayden, autore di una grande gara, possiamo essere ottimisti per il resto della stagione». Stoner analizza così i pochi giri percorsi e la caduta: «Non sono partito bene, ma mi sentivo a mio agio e sono stato subito in grado di recuperare. Una volta in testa ho iniziato a prendere il mio ritmo. Ma, dopo aver rischiato di perdere l'anteriore in un paio di occasioni nelle curve lunghe, ho deciso di provare a guidare un po' più dolcemente e di non mettere troppa pressione sulla gomma anteriore con il pieno di carburante». Una scelta che però si è rivelata perdente: «Sfortunatamente questo ha causato la caduta perché, guardando la telemetria, abbiamo capito che non avevo abbastanza carico sull'anteriore. Col senno di poi avrei dovuto continuare a guidare come avevo fatto per l'intero fine settimana. Vediamola in questo modo: lo scorso anno il mondiale era partito benissimo ed è finito malissimo. Ora potremmo fare il contrario».








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